Pneumatici invernali1 - 2 - 3
L'articolo 122 del regolamento del codice della strada sancisce inequivocabilmente l'equivalenza delle due soluzioni. Va comunque rilevato che l'utilizzo di pneumatici invernali garantisce condizioni di mobilità e di praticità superiori rispetto alle catene: per le catene sono infatti previste limitazioni sia in termini di equipaggiamento (non tutti i veicoli sono catenabili) che di velocità (velocità massima di utilizzo 50 km/h), oltre al fatto che il loro utilizzo è strettamente legato alla presenza di neve sulla superficie stradale
No, i pneumatici invernali sono progettati e realizzati per reagire quando la temperatura esterna è bassa (inferiore ai 7° C si iniziano a percepire fattivamente i benefici) sia in condizioni di asfalto asciutto, sia bagnato ed ovviamente, in maniera attiva quando l'asfalto è innevato. I pneumatici chiodati sono adottabili quando il fondo stradale è ghiacciato, con ghiaccio stratificato tra 0° e 4° C (esempio paesi scandinavi).
Nessuna: in Italia ed Europa vi è coincidenza nella morfologia dei pneumatici. La classificazione è differente per il mercato nord americano dove esistono tre categorie: estivo, multistagionale ed invernale, ed in tal caso il pneumatico "normale" è da riferirsi alla denominazione merceologica "multistagionale".
Sono da considerarsi un consiglio, anche perché generalmente, quando indicati esplicitamente sulla carta di circolazione sono di sezione più stretta e con codice di velocità inferiore ai pneumatici estivi. Nulla vieta di adottare pneumatici invernali di misura, indice di carico e codice di velocità in linea con le misure riportate per i pneumatici estivi (qualora non dovessero essere disponibili nel codice di velocità riportato sulla carta di circolazione, il codice di velocità può essere ridotto fino a Q a patto che sia applicato in maniera visibile sul cruscotto l'adesivo riportante la limitazione del codice di velocità applicato).